Iper-ammortamento 2026: la nuova leva fiscale per le imprese che investono in Industria 4.0 ed energia rinnovabile
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Iper-ammortamento 2026: la nuova leva fiscale per le imprese che investono in Industria 4.0 ed energia rinnovabile

Dalla Legge di Bilancio 2026 un incentivo strutturale che sostituisce i crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0, con maggiorazioni fino al 180% e procedura telematica obbligatoria sul portale GSE

C’è una domanda che ogni imprenditore si trova ad affrontare quando decide di innovare: conviene davvero investire adesso? La risposta, per il triennio 2026-2028, è più semplice di quanto si possa immaginare. Il legislatore ha reintrodotto uno strumento che, nella sua semplicità, si rivela straordinariamente efficace: l’iper-ammortamento.

Non un credito d’imposta. Non una sovvenzione diretta. Ma qualcosa di più profondo e strutturale: la possibilità di dedurre fiscalmente più di quanto si è effettivamente speso. Una leva che, per le imprese che investono in tecnologia e sostenibilità, può valere quanto un vero e proprio sconto sull’investimento.


Cos’è l’iper-ammortamento, in parole semplici

L’iper-ammortamento è un regime fiscale agevolato introdotto dall’articolo 1, commi da 427 a 436, della Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026), successivamente modificato dal D.L. n. 38/2026 .

In pratica, funziona così: quando un’impresa acquista un bene strumentale agevolabile, il fisco le consente di dedurre un importo superiore al costo reale sostenuto. Questa maggiorazione si traduce in quote di ammortamento più elevate, quindi in una base imponibile più bassa, e di conseguenza in meno imposte da pagare (IRES e IRPEF) lungo tutto il periodo di ammortamento del bene .

Non è liquidità immediata, ma è un beneficio che accompagna l’impresa per anni, riducendo il costo effettivo dell’investimento.


Le aliquote: quanto vale l’agevolazione

La maggiorazione del costo fiscale segue scaglioni progressivi, calcolati su base annuale :

Quota di investimento Maggiorazione
Fino a 2,5 milioni di euro +180%
Oltre 2,5 e fino a 10 milioni +100%
Oltre 10 e fino a 20 milioni +50%
Oltre 20 milioni Nessuna agevolazione

Per comprendere la portata: un investimento di 1 milione di euro in un bene agevolabile con aliquota di ammortamento al 10% vedrebbe una quota deducibile annua di 280.000 euro invece dei 100.000 euro ordinari . Una differenza che, su base pluriennale, genera un risparmio fiscale considerevole.


Cosa si può agevolare

Sono due le categorie di beni che accedono all’iper-ammortamento :

1. Beni strumentali 4.0
Materiali e immateriali compresi negli Allegati IV e V della Legge 199/2025, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello Industria 4.0. La condizione essenziale è l’interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

2. Investimenti in energia rinnovabile
Beni materiali nuovi finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, compresi i sistemi di stoccaggio. Il dimensionamento degli impianti non può eccedere il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato sui consumi medi annui dell’esercizio precedente .


Una modifica importante: eliminato il vincolo UE

Nella formulazione originaria, l’agevolazione era subordinata alla condizione che i beni fossero prodotti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo. Tuttavia, il D.L. n. 38/2026 (decreto fiscale di marzo) ha eliminato retroattivamente questo vincolo, ampliando significativamente la platea degli investimenti agevolabili .

La modifica si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026, indipendentemente dall’origine geografica del bene. Una scelta che semplifica gli adempimenti e rende l’agevolazione più accessibile.


Chi può accedere

L’iper-ammortamento spetta a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa residenti in Italia, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, a prescindere da forma giuridica, settore o dimensione .

Sono invece esclusi:

  • Professionisti e lavoratori autonomi

  • Contribuenti in regime forfetario

  • Imprese agricole che determinano il reddito su base catastale

  • Imprese in liquidazione volontaria, fallimento, concordato preventivo senza continuità, o destinatarie di sanzioni interdittive ex D.Lgs. 231/2001

L’accesso è inoltre subordinato al rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro e al corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali .


Periodo di applicazione: un triennio per investire

L’agevolazione riguarda gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 .

Attenzione: non è prevista la possibilità di “prenotazione” con effettuazione in data successiva. Il bene deve essere concretamente realizzato entro il termine, secondo i criteri dell’art. 109 del TUIR .


La procedura: tre comunicazioni al GSE

L’accesso all’iper-ammortamento non è automatico. È previsto un iter telematico obbligatorio attraverso il portale GSE (Area Clienti, accessibile via SPID), che prevede tre passaggi fondamentali :

1. Comunicazione preventiva
Da inviare per ciascuna struttura produttiva, con indicazione dei dati identificativi dell’impresa, tipologia e ammontare degli investimenti, data prevista di interconnessione o entrata in funzione.

2. Comunicazione di conferma
Da trasmettere entro 60 giorni dalla notifica di esito positivo della comunicazione preventiva. Deve contenere l’attestazione del pagamento dell’acconto del 20% del costo di acquisizione di ciascun bene e gli estremi delle fatture relative ai costi agevolabili. La comunicazione non può riguardare beni diversi o importi superiori rispetto alla preventiva.

3. Comunicazione di completamento
Da inviare al termine dell’investimento e all’avvenuta interconnessione dei beni, in ogni caso entro il 15 novembre 2028. Un successivo decreto definirà i termini di apertura della piattaforma per questa fase.

A queste si aggiungono, per il periodo di fruizione del beneficio, obblighi di monitoraggio annuale (20 gennaio e 30 giugno di ogni anno) .


Documentazione: perizia e certificazione contabile

La documentazione richiesta è rigorosa e rappresenta un adempimento imprescindibile :

Perizia tecnica asseverata
Obbligatoria indipendentemente dall’importo dell’investimento, a differenza della precedente disciplina Industria 4.0 che sotto i 300.000 euro consentiva un’autodichiarazione. Deve attestare le caratteristiche tecniche dei beni e l’avvenuta interconnessione. È redatta da ingegnere, perito o ente accreditato; in agricoltura anche da agronomo, forestale, agrotecnico o perito agrario laureati .

Certificazione contabile
Rilasciata da un revisore legale iscritto al Registro MEF o da una società di revisione, indipendente dall’impresa. Attesta l’effettivo sostenimento delle spese, la loro corrispondenza alle fatture e la corretta registrazione contabile. È distinta e complementare alla perizia tecnica .

Documentazione aggiuntiva

  • Certificato CCIAA o dichiarazione del produttore per attestare l’origine del bene (ove ancora richiesto)

  • Per i software: dichiarazione su sviluppo UE/SEE e quota almeno 50%


Cumulabilità e limiti

L’iper-ammortamento è cumulabile con altri incentivi nazionali ed europei, nel rispetto del limite complessivo di costo. Tuttavia, sono esclusi i beni che hanno già beneficiato del credito d’imposta Industria 4.0 (per investimenti “prenotati” entro il 31.12.2025 ed effettuati entro il 30.06.2026) e del bonus Transizione 5.0 (per investimenti effettuati entro il 31.12.2025) .


Perché questa misura conta

L’iper-ammortamento 2026 rappresenta un cambio di paradigma nella politica di incentivazione degli investimenti. Sostituisce i crediti d’imposta con un meccanismo di deduzione maggiorata, più semplice nella logica ma altrettanto efficace nel risultato.

Per le imprese, è un’opportunità concreta per:

  • Rinnovare il parco macchine con tecnologie 4.0 interconnesse

  • Ridurre i consumi energetici attraverso investimenti in rinnovabili e storage

  • Migliorare la competitività con un costo effettivo dell’investimento significativamente ridotto

Per il sistema produttivo italiano, è un segnale chiaro: la transizione digitale e green non è più un’opzione, ma una priorità strategica sostenuta da strumenti fiscali strutturali.


In sintesi

Elemento Dettaglio
Norma L. 199/2025, art. 1, commi 427-436 (mod. D.L. 38/2026)
Periodo 1 gennaio 2026 – 30 settembre 2028
Maggiorazione 180% fino a 2,5 M€; 100% tra 2,5-10 M€; 50% tra 10-20 M€
Beni agevolabili Strumentali 4.0 (All. IV e V, interconnessi); rinnovabili per autoconsumo
Soggetti Titolari di reddito d’impresa (esclusi forfetari, professionisti, agricoli catastali)
Vincolo UE Eliminato dal D.L. 38/2026, con effetto dal 1/1/2026
Procedura 3 comunicazioni telematiche al GSE (preventiva, conferma entro 60 gg, completamento entro 15/11/2028)
Documentazione Perizia tecnica asseverata + certificazione contabile del revisore

Restate connessi

I decreti attuativi e le circolari interpretative continuano a definire i dettagli operativi della misura. Per le imprese che intendono accedere all’agevolazione, il consiglio è di avviare quanto prima il confronto con i propri consulenti fiscali e di monitorare le comunicazioni ufficiali del MIMIT e del GSE.

 

Investire oggi significa costruire il futuro di domani. L’iper-ammortamento è lo strumento per farlo.

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